interventi/speakers

Cecilia Puga


Nasce in Cile nel 1961 e si laurea nella Facoltà di Architettura dell’Universidad Católica de Chile nel 1990. Durante gli anni ’87 e ’89 segue un corso di Storia e Restauro dei Monumenti Architettonici all’ Univ. La Sapienza di Roma, con una Borsa del Ministero degli Affari Esteri italiano. Tra gli anni 1990 e 1993 lavora come redattrice alla rivista CA, organo ufficiale del Collegio degli Architetti del Cile, provvedendo economicamente all’uscita di diversi numeri.

Come architetto ha ricevuto importanti premiazioni in diversi concorsi: per il Centro Culturale Stazione Mapocho (1992) insieme a D. Prieto, S. Alvarez e D. Rodríguez ottiene il 3° posto. Si aggiudica il primo premio con T. Fernandez e S. Radic per il nuovo Auditorium e Biblioteca nella Facoltà di Architettura dell’ Universidad Católica de Chile (1995), in seguito realizzato, e ottiene una menzione per l’edificio municipale di Vitacura (2000) con S.Radic e R.Serpell.

Ha progettato inoltre case unifamiliari, una cappella per riti cattolici, interni di negozi e uffici.

Ha lavorato a la esecuzione di un Masterplan proposto per il recupero di antiche costruzioni de la Vina Cono Sur in Chimbarongo, dove inoltre ha costruito un nuovo accesso, un circolo e una sala di deposito delle botti.

Tra gli anni 2004 e 2006 realizza la seconda e ultima fase del Centro di Documentazione Sergio

Larrain Garcìa Moreno della Facoltà di Architettura della Universidad Católica de Chile: laboratori di computo, un laboratorio materiali e aule didattiche. Sempre negli stessi anni, un nuovo edificio nella comunità di Ñuñoa e vari progetti di case unifamiliari.

Insieme ad altri 7 architetti cileni ed altri architetti internazionali come Toyo Ito e Rick Joy partecipa al progetto “ochoalcubo” a Marbella, Cile www.ochoalcubo.cl, dove riceve il premio “Istituto del Cemento e del Calcestruzzo” nella categoria “Applicazione tecnologica” nel 2007.

Durante il 2007 partecipa al disegno degli spazi pubblici di Cerro Toro in Valparaíso, Cile, progetto facente parte del Programa Renovación Urbana Barrio Puerto, PRUBP/BID, insieme con Lipthay-Morandé-Browne Arquitectos.

Alla fine dello stesso anno, Cecilia Puga fa parte dei 4 studi sud-americani selezionati da Herzog de Meuron per progettare una villa di 1000 mq nella cittò di Ordos, Mongolia, Cina www.ordos100.com.

E’ stata professore all’ Universidad Católica nel 1998 con R. Pérez de Arce e nel 2004 con Sebastián Irarrázava, all’Universidad Andrés Bello insieme a Rafael Iglesia durante el 2º semestre del 2004 e nella primavera del 2007 nella facoltà di Architettura dell’ Università del Texas a Austin, USA, insieme a Smiljan Radic.

Durante il secondo semestre dell’anno 2009 dirige un corso opzionale al Graduate School of Design di Harvard.

Tra il 2004 e il 2007 rinunciò alla carica di Direttrice della Facoltà di Architettura dell’ Universidad Andrés Bello.

La sua opera è stata pubblicata in numerose riviste e libri in Cile e all’estero, tra le quali A+U, Maisons en Bord de Mer, Ed. Le Moniteur, Monografía Serie Obras, Ed. ARQ, The Phaidon Atlas of 21st Century World Architecture.

Recentemente è stato pubblicato un numero monografico dedicato a la sua opera della rivista 2G.

Parallelamente al suo lavoro come architetto è membro del Comitato Esecutivo della Fondazione Famiglia larrain Echenique che dirige il Museo di Arte Precolombiane (www.museoprecolombino.cl).

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Teresa Sapey

http://www.teresasapey.com/

Teresa Sapey si é laureata presso la Facoltà d’Architettura del Politecnico di Torino (1985). Ha un Bachelor in “Fine Arts”(BFA Parsons School of Design, Parigi), ed è specializzata in progettazione ed ergonomia degli spazi lavorativi. Nel 1986 ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione di architetto. Lo stesso anno vince a Roma presso il Ministero della Pubblica Istruzione una borsa di studio per frequentare un Master in Architettura dei luoghi del lavoro ottenendo il CEAA (Certificats d’Études Approfondies en Architecture) presso la UPA6, Universitá di Parigi-La Villette. Nel 1990 fonda lo Studio Teresa Sapey a Madrid. Dal 1999 è membro del RIBA (Royal Institute of British Architects, Londra).
Sapey combina la sua attivitá professionale con la docenza. Ha collaborato con la Facoltá d’Architettura La Villette (Parigi) ed ha tenuto un ciclo di conferenze e workshops presso la Domus Academy di Milano. È inoltre professore a contratto presso l’Universitá Camilo José Cela di Madrid con un corso sulla ricerca plastica ed é professore invitato nel master di “Design e architettura” dell’ Universitá Politecnica di Madrid dal 2004.

Diverse le sue partecipazioni a convegni e congressi iniziate nel 1989 con il primo congresso mondiale d’Architettura degli Spazi Lavorativi Commerciali in Svezia. È stata membro di varie giurie ed invited professor presso l’Architectural Foudation di Londra, la Carleton Universtity di Ottawa, la McGill University di Montreal e la University of Waterloo di Toronto. È stata inoltre osservatore invitato alla Biennale di Architettura di Venezia del 2007 e ha partecipato al primo Congresso Mondiale di Creativitá nel mondo islamico a Dubai nel 2008.
Lo Studio Teresa Sapey lavora per organizzazioni pubbliche e private collaborando con professionisti del design e dell’arte. Nel 2004 Sapey contribuisce attivamente al progetto Hotel Puerta de America insieme con Zaha Hadid, Norman Foster, David Chipperfield, Jean Nouvel, Ron Arad e Arata Isozaki. Nel 2005 vince il concorso indetto dal Comune di Madrid per l’ideazione del Parking Pubblico Vazquez de Mella, e la parziale riorganizzazione della rispettiva piazza. Nel 2005 ha vinto un premio per la progettazione del migliore negozio di Madrid, Custo Barcelona. Nel 2008 ha progettato il primo Parcheggio ecologico mondiale a Valencia dove è tra l’altro possibile ricaricare le auto con una semplice connessione elettrica.
Il lavoro di Teresa Sapey è pubblicato nelle piú importanti riviste nazionali ed internazionali. Sapore Sapey, Electa Mondadori, 2004, è una raccolta monografica che sintetizza gli ultimi dieci anni di produzione architettonica dello Studio Sapey. Nel 2007 ha vinto il premio Wallpaper Young Breakthrough Designer of the Year e nel 2008 il premio Women Together assegnato dalle Nazioni Unite a New York. Nel 2009 Marie Claire Italia la nomina tra le 10 donne che cambieranno il mondo, e viene insignita Cavaliere della Repubblica dall’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Napolitano, con grado Commendatore. Nel 2010 riceve il premio “Miglior progettista dell’anno” (per occuparsi dei cosiddetti non-luoghi) dalla prestigiosa rivista AD, ed esce la seconda moonografia Sapone Sapey, anch’essa edita da Electa Mondadori.
Lo Studio Sapey è l’unico al mondo specializzato in abbellire luoghi sotterranei, che vanno dai parcheggi ai sottopassi, dai tunnel alle banchine dei binari. Contemporaneamente a progettare “non luoghi”, lo studio Sapey si è contraddistinto per abbellire parcheggi in superficie, passarelle, illuminare le vie pubbliche, ideare proiezioni per eventi speciali e soprattutto dare un’anima a quegli spazi fuzionali di cui necessita la urbe moderna, ma che normalmente non hanno nulla di esteticamente valido, come appunto rampe, piazze, controlli,..

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Donata Paruccini


http://www.donataparuccini.it/

Nata nel 1966 a Varedo (Milano), trascorre la sua infanzia e i primi anni formativi in Sardegna,
quindi si trasferisce a Firenze dove studia Industrial Design all’ISIA diplomandosi con Jonathan De
Pas. Dal ’94 al ’97 lavora nello studio Andrea Branzi. Ha partecipato a diverse edizioni della
mostra Opos durante il Salone del Mobile di Milano e nel 2007 è stata membro del “Consiglio
Italiano del Design”. Attualmente vive e lavora tra Milano e Parigi come libera professionista e i
suoi oggetti sono in produzione per Alessi, ENO, Morellato, Pandora Design e RSVP.
Tra le diverse esposizioni collettive ricordiamo, nel 2007 “The New Italian Design” Triennale di
Milano; Nel 2005 “Premio Caiazza Memorial Challenge” sezione inviti, organizzata da Promosedia,
Udine; “Art of Italian design ” ad Atene; Nel 2003 “1950-2000: Theater of Italian Creativity” al Dia
Center di New York.


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